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A Napoli anche l’aglio è nato con la camicia

Libro di Massimiliano Serpe

Dalla lettura del libro di Massimiliano Serpe…provo ammirazione per la sua dedica iniziale e il sentimento rivolto non solo alle ricette ma anche ai valori che spesso vengono messi da parte o dimenticati dalla vita occidentale moderna.

Riporto dei punti che mi hanno colpito:

“Il cibo, come del resto tutto ciò che è legato a grandi interessi economici, ormai si è globalizzato, con il risultato che quasi nulla ha più gusto, niente ha il sapore di una volta ed è sempre più raro trovare qualcosa di cosiddetto saporito.”

“Ho il ricordo vivo degli odori della domenica mattina, girando per i vicoletti del centro, la domenica quando si usava radunarsi a tavola, la domenica quando la cucina era più assortita.”

“L’universalità della cucina e l’idea che l’esperienza gastronomica trova spazio nell’esistenza di tutti.”

“Noi tutti, anche se spesso non riusciamo per ovvie ragioni di tempo e della grande capacità mediatica che tenta a confondere l’acquisto, dobbiamo partire da un solo concetto basilare, cucinare con prodotti semplici, dei nostri territori, rispettando le stagionalità ci fa preparare cose che sicuramente sono più buone, sane e meno dispendiose di tempo e di costo.”

Il nostro pane, i latticini, la pasta, le nostre verdure e ortaggi, la frutta, i pesci del nostro mare, le carni e salumi, una descrizione sentita della Campania delle eccellenze.

” La cucina di una società è il linguaggio nel quale essa traduce inconsciamente la sua struttura” cit.Claude Levi Strauss.

“Dal cibo di strada agli antipasti, dai primi alle minestre e zuppe, i secondi, dai dolci ai pasticcini, i biscotti dolci e salati, i liquori e le conserve fatti in casa: le ricette originali nel libro di Massimiliano Serpe, una cucina che parte dall’amore per il territorio campano, dai valori per la salubrità e stagionalità dei prodotti, dalla passione che dai ricordi dell’infanzia è cresciuta con l’esperienza sul campo.”

Tutto in un libro che ho letto, sentito e condiviso, un’opera che custodisco con affetto e gelosia.